COMUNE DI PAGANI CON IL FIATO SOSPESO: IN ARRIVO LA DECISIONE DEL MINISTERO SU SCIOGLIMENTO

il futuro politico e amministrativo di Pagani è a un bivio decisivo. Il fascicolo relativo all’indagine condotta dalla Commissione d’Accesso, insediatasi lo scorso 27 giugno 2025, è ufficialmente approdato sulla scrivania del Prefetto di Salerno. Ora la palla passa al Ministero dell’Interno: sarà il Ministro Matteo Piantedosi a dover valutare se esistano i presupposti per lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose.

L’attività della commissione — composta dal viceprefetto Anna De Luna, dal dottor Sergio Rivetti e dal tenente Filippo D’Alù (subentrato negli ultimi tre mesi al capitano Giovanni Cappa) — si è conclusa come previsto entro il 27 dicembre 2025. Per sei mesi, gli ispettori hanno setacciato atti e delibere alla ricerca di anomalie, condizionamenti o infiltrazioni della criminalità organizzata, secondo quanto previsto dall’art. 143 del TUEL.
A pesare sull’esito della relazione sono soprattutto le recenti operazioni della DDA di Salerno, che negli ultimi due anni hanno colpito i clan locali, facendo emergere presunti contatti con l’azione amministrativa, in particolare durante il periodo dell’emergenza Covid.
La città vive ore di profonda incertezza. Due le strade possibili:
Lo scioglimento: Se il Viminale ravvisasse condizionamenti mafiosi, l’Ente verrebbe affidato a una terna commissariale per 18 mesi, con la conseguente incandidabilità degli attuali amministratori.
Le elezioni: In caso contrario, si procederà verso la scadenza naturale del mandato del sindaco Lello De Prisco, prevista per la prossima primavera.
Nonostante l’incognita del Ministero, le forze politiche non restano a guardare e affilano le armi per la campagna elettorale.