Il Puc del Comune di Baronissi, di recente approvato, in Consiglio Comunale dalla maggioranza del Sindaco Anna Petta, finisce al centro delle polemiche. E questa mattina l’associazione Dopocentimetro ha presentato un documento nel quale vengono evidenziate le stranezze contenute nel Piano Urbanistico Comunale.
Concittadini,
l’ultimo Consiglio Comunale ha approvato una variante al Piano Urbanistico Comunale (PUC) che apre
la strada a oltre 1100 nuovi alloggi. Come associazione Dopocentimetro per Baronissi, riteniamo doveroso
accendere un faro su scelte che l’amministrazione sembra voler far passare sotto silenzio.
UN METODO SENZA CONFRONTO
La variante è stata portata al voto senza il preventivo e auspicabile passaggio in Commissione Edilizia.
Perché questa mancanza?
Perché evitare un luogo deputato all’analisi tecnica e alla trasparenza?
La politica dovrebbe essere partecipazione e ascolto non decisioni calate dall’alto.
LA CONTRADDIZIONE DELLA MAGGIORANZA
Il Sindaco Anna Petta e gran parte della maggioranza sostengono oggi di voler “correggere” il piano del
2018.
Ma è opportuno ricordare che questi stessi amministratori – a partire dal Sindaco, allora Vice-Sindaco –
furono i principali attori di quella stessa pianificazione, per questo alcune domande in risposta alle affermazioni
fatte sono doverose:
* Se il piano 2018 era così carente, perché lo approvarono?
* Se allora ci fu superficialità, come possiamo fidarci oggi?
Questa variante protegge davvero il territorio o serve a coprire una visione urbanistica che hanno da anni?
I CONTI NON TORNANO: I NUMERI DEL PUC
Qualsiasi scelta urbanistica deve basarsi sul fabbisogno abitativo reale. Ma i dati utilizzati sembrano
smentiti d a l l a r e a l t à :
* la popolazione ferma:
I dati demografici mostrano u n saldo naturale quasi nullo (ISTAT). Baronissi, quindi, non ha
un’esplosione demografica che giustifichi 1100 nuovi alloggi.
* Il mistero degli alloggi sovraffollati:
Il P U C parla d i 220 alloggi sovraffollati, u n dato c h e n o n trova riscontri oggettivi nelle analisi
indipendenti.
* Case Vuote:
Il piano ignora i centinai di alloggi attualmente sfitti in città.
Prima di cementificare ancora, non sarebbe più logico e sostenibile recuperare il patrimonio edilizio
AMBIENTE E SICUREZZA: IL RISCHIO È REALE
Ignorando le linee guida della Legge Regionale 5/2024 sul contrasto al consumo di suolo, questa
amministrazione sceglie una strada pericolosa.
Sappiamo cosa accade a Baronissi quando piove: fango e strade allagate.
Continuare a impermeabilizzare il suolo con il cemento significa aumentare il rischio idrogeologico per
tutti noi. La rigenerazione urbana deve essere la priorità, non l’espansione incontrollata.
LA NOSTRA POSIZIONE
Il territorio è un bene comune, non una risorsa per logiche di consenso. Non possiamo accettare che lo
sviluppo della città resti ancorato a logiche edilizie “vecchia maniera” che portano benefici a pochi e rischi alla
collettività.
Per questo, siamo contrari a questa variante e chiediamo un confronto pubblico e trasparente. Il futuro
di Baronissi merita chiarezza, non altro cemento.
