Un riassetto della macchina comunale sta facendo discutere in queste ore al Comune di Pagani. Con una deliberazione approvata l’11 marzo scorso, la giunta ha deciso di ridisegnare l’organizzazione interna dell’Ente attraverso una serie di trasferimenti di personale tra i diversi settori municipali. Una riorganizzazione ampia che però è stata accompagnata da un parere negativo della responsabile dell’area finanziaria, aprendo una frattura tra la scelta politica dell’amministrazione comunale e le valutazioni degli uffici.
Il provvedimento prevede lo spostamento di diversi dipendenti da un settore all’altro: dall’anagrafe al Suap, dalla pianificazione urbanistica ai lavori pubblici, dagli affari generali all’avvocatura, fino al settore finanziario e alla sicurezza urbana. Un vero e proprio rimpasto interno che, secondo le osservazioni tecniche, non sarebbe stato accompagnato da motivazioni sufficientemente chiare.
Nelle note degli uffici emerge infatti la preoccupazione che lo spostamento di personale con esperienza consolidata in determinati settori possa creare difficoltà operative. Il timore è che trasferire dipendenti da uffici dove lavorano da anni verso ambiti completamente diversi possa lasciare scoperti alcuni servizi e rallentare l’attività in altri, soprattutto nella fase iniziale in cui sarà necessario apprendere nuove procedure.
Sulla vicenda interviene con toni duri la consigliera comunale di opposizione Anna Rosa Sessa, che parla di una scelta amministrativa che espone il Comune a rischi evitabili.
«Quello che preoccupa non è la riorganizzazione in sé, che può essere anche legittima, ma il fatto che venga fatta ignorando gli avvertimenti degli uffici. Quando chi lavora ogni giorno nella macchina comunale segnala problemi seri, la politica dovrebbe fermarsi e spiegare con chiarezza perché intende andare avanti comunque», ha detto.
Secondo la Sessa, il rischio è che la riorganizzazione produca effetti opposti rispetto a quelli dichiarati. «Spostare persone che da anni lavorano in determinati settori, che risultano anche nevralgici per la città perché di servizio al pubblico, e inserirle in uffici completamente diversi può creare problemi sia dove vanno sia dove lasciano il posto. Si rischia di perdere esperienza e di rallentare servizi che riguardano direttamente i cittadini».
La consigliera comunale sottolinea anche il tema delle responsabilità. «Se da queste scelte dovessero nascere disservizi o inefficienze, qualcuno dovrà assumersene la responsabilità. Quando si decide di andare avanti nonostante un parere negativo degli uffici, bisogna essere pronti a spiegare bene le ragioni e a rispondere delle conseguenze».
Per l’esponente dell’opposizione resta soprattutto un problema di metodo. «Una riorganizzazione così ampia della struttura comunale dovrebbe essere condivisa e motivata in modo chiaro. In questo caso, invece, sembra più una decisione calata dall’alto che rischia di creare tensioni interne e difficoltà nella gestione quotidiana degli uffici».
