“L’uscita di Solofra dal Consorzio ASI non è una visione: è una fuga in avanti. L’ennesimo tentativo di trasformare un fallimento politico in una battaglia di principio.
La realtà è più semplice: chi aveva il dovere di difendere Solofra nei tavoli che contano non l’ha fatto. E ora, dopo l’ennesima sconfitta istituzionale, prova a riposizionarsi come paladino del distretto industriale.
Quattro anni di scelte sbagliate parlano chiaro.”
Lo scrive il Consigliere Comunale di opposizione Antonello D’Urso.
Si è votato seguendo logiche di partito, lontano dagli interessi del territorio. Si sono indeboliti ruolo e rappresentanza della nostra città. Si sono perse occasioni che non tornano. E quando i risultati di quelle scelte sono diventati evidenti a tutti, è arrivato lo slogan.
Parlare di uscita dall’ASI senza uno studio serio, senza una valutazione economica, senza un piano concreto per imprese e lavoratori non è coraggio politico: è irresponsabilità.
Le aziende non hanno bisogno di dichiarazioni roboanti. Hanno bisogno di infrastrutture che funzionino, servizi adeguati, una guida capace di ottenere risultati — non di inseguire gli eventi dopo che il danno è fatto.
Solofra ha bisogno di una strategia, non di uno show.
Una strategia seria di diversificazione industriale che affianchi e rafforzi il comparto conciario. Nuovi investimenti. Nuova occupazione. Una città meno vulnerabile alle crisi di un solo settore. Su questo, silenzio assoluto.
Ogni insuccesso diventa una battaglia di facciata. Ogni sconfitta, un annuncio. Nel frattempo, Solofra è più debole.
I lavoratori chiedono certezze. Le imprese chiedono risultati. Solofra merita di meglio.
Di fronte a questo fallimento, una sola scelta sarebbe coerente:
