È Carola Barbato, presidente del Corecom Campania, la Coordinatrice Nazionale dei Comitati Regionali per le Comunicazioni d’Italia per il biennio 2026-2027.
Il consenso unanime sottolinea il riconoscimento collettivo per il lavoro svolto, l’impegno e la visione già annunciata nel programma elettorale del primo mandato: trasformare il Corecom da ente meramente regolatorio ad autentico presidio civico.
«Ringrazio tutti i Presidenti Corecom. Chiamare nuovamente me alla responsabilità della guida di un organismo complesso e, tra le Autorità regionali, il più vicino alle istanze dei cittadini, rappresenta un riconoscimento al lavoro già svolto. Un impegno orientato a fare in modo che la nostra azione comune andasse oltre la mera funzione di presidio, e dunque di tutela dei cittadini sui singoli territori, nelle regioni d’Italia e per le regioni, quali sentinelle delle criticità e delle esigenze territoriali.
Ritengo centrale creare sinergie e, affinché l’azione del Corecom venga amplificata, ho considerato fondamentale costruire reti e alleanze preziose, concrete, con chi, come noi, presidia ogni giorno i territori. Fondamentale è stata l’interlocuzione con le istituzioni nazionali e regionali, l’interazione con le forze dell’ordine, con la magistratura, con la Chiesa e le comunità religiose, con la scuola.
È un metodo già concreto e vincente nel Corecom Campania, che presiedo in squadra con l’avv. Persico e il dott. Di Meo. In Campania abbiamo lavorato ostinatamente, dando anima a un organismo concepito come regolatorio. Oggi il Corecom Campania risponde ai cittadini in tempi certi, senza pendenze, coopera con il Consiglio regionale come parte attiva di un sistema coeso, ma soprattutto trasforma ogni procedura in un atto di fiducia pubblica.
Questo modello, unito al corredo della mia personale formazione, al mio impegno nella stampa cattolica, nell’associazionismo cattolico e, più in generale, nel terzo settore, già realtà nel Corecom Campania attraverso reti e attività condivise, l’ho proposto e condotto a livello nazionale.
Tra i tanti progetti in essere, è già concreto il Protocollo d’intesa con la Stampa Cattolica nazionale sulla nuova deontologia delle parole nel sistema della comunicazione tradizionale e in rete. Ancora sul tema dei linguaggi, questione di straordinaria e, a tratti, drammatica attualità, è in corso un accordo con l’Accademia della Crusca. Per le strategie di sicurezza in rete è ormai concreta e in essere la cooperazione con la Polizia Cibernetica, così come ho cercato e avviato un percorso con l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza.
Il mio impegno ulteriore? Rendere ancora più note le specificità dei Corecom. Sì, perché i Comitati Regionali per le Comunicazioni sono organismi non sempre percepiti fino in fondo nelle loro specificità. Acclarate le funzioni tecniche, i Corecom presidiano il diritto all’informazione corretta, oggi centrale in un’epoca in cui la disinformazione dilaga, è lesiva delle democrazie, è arma. Chi non considera strategica almeno questa nostra funzione, semplicemente, non ha guardato cosa avviene e quali scenari si profilano per il futuro».
