“Dimissioni di Aliberti e invito ai consiglieri comunali. Le dimissioni del sindaco di Scafati danno la stura ai ( purtroppo ) classici e nauseabondi inciuci ” sui ” chi e sui ” come ” voteranno l’8 giugno il bilancio consuntivo 2015. I numeri non tornano, per cui si torna alla carica dai suoi ex fedeli, si cerca l’appoggio di chi siede nei banchi dell’opposizione e si cela dietro il ” lo faccio per la Citta’ ” per strappare qualche ultimo contentino, si accusa di tradimento chi ha fatto ( e fa ancora ) parte della squadra di governo e si è reso conto di avere una ” identità “, si adulano consiglieri titubanti ” che, però, sono sempre stati fedeli, si promettono presidenze di partecipate, azzeramenti di cda e cambi di Dirigenti. Tutto questo non mi meraviglia, né mi spaventa.” E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Scafati Marco Cucurachi.
Ciò che conta è il dato politico della mancanza della maggioranza per governare in salute una Città allo sbando, ormai allo stremo delle forze e senza più difese. Non sono serviti anni di opposizione seria e costruttiva. Non è servita la lezione del fallimento politico-elettorale di questa gestione amministrativa. Vedi Polo Scolastico, Ex Copmes, Rete fognaria, PIP, Ospedale, PUC, etc. Non sono servite le inchieste giudiziarie, con infamanti accuse di associazione per delinquere di stampo mafioso e voto di scambio. Non sono servite le contestazioni gravissime di danno erariale da parte della Corte dei Conti nei confronti di attuali e precedenti amministratori. Non è servita una ( nascosta ) relazione del Ministero dell’Economia e Finanze che censura la gestione amministrativa-finanziaria dell’Ente, in aperta violazione del Testo Unico degli Enti Locali ( sforamento del Patto di Stabilità, Dirigenti illegittimamente nominati, residui attivi e passivi falsamente appostati in bilancio, società partecipate in perdita ). Non è servito l’insediamento di una Commissione d’Accesso Prefettizia, nominata per verificare ed accertare eventuali cause di scioglimento ex art. 141 del TUEL. Non è servita la figuraccia della mancata approvazione del Rendiconto di Gestione 2015 per mancanza di numero legale e conseguente diffida prefettizia. Ora si torna in Aula, da sempre adibita dal sindaco ad arena e ad aula di Tribunale, per distogliere l’attenzione dei cittadini dai veri problemi della Città. Il luogo di massima espressione democratica e confronto politico è all’ aut aut, o si vota sì al rendiconto di gestione o si va a casa. Cari consiglieri di maggioranza, diffidati, scissionisti, fedeli di sempre, fedeli della prima ora, fedeli per la Città, siete soli di fronte alle Vostre coscienze e alle Vostre responsabilità e ricordatevi quello che Vi ho sempre detto, definendoVi ” pasdaran ” in consiglio comunale in questi tre anni in occasione delle varie approvazioni dei bilanci. Non fatevi calpestare da nessuno, non accettate ricatti, non scendete a patti, non chiedete poltrone, non accettate poltrone, non mostratevi compiacenti, ricordatevi che avete una dignità, prima di uomini e poi di amministratori e l’unica strada da percorrere, se volete veramente il bene della Città e ridare la voce al Popolo sovrano, è votare CONTRO il bilancio consuntivo 2015. Ascoltatemi, i miei dubbi hanno sempre ragione.
