E’ stato ottimo profeta il deputato di Alternativa Popolare Nino Marotta che, qualche ora prima della bagarre in aula, aveva già pronosticato la fine del Disegno di Legge per la modifica della Legge Elettorale.
“Questa legge elettorale non arriverà al vaglio della Consulta perché il capo dello Stato la bloccherà prima, talmente sono evidenti i profili di incostituzionalità”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta. “Mi rivolgo innanzitutto ai colleghi del Movimento 5 stelle: evidentemente dalla Costituzione che tenete sempre in mano e sbandierate deve essere caduta una pagina, quella con l’art. 56. In quell’articolo è previsto che i collegi si individuino sulla base dell’ultimo censimento che, ricordo, è stato fatto nel 2011. La riforma elettorale invece attualmente in discussione prevede che si voti tenendo per buono un censimento del 1993. Nel frattempo ne sono stati eseguiti altri due. Una chiara violazione della Costituzione. Come fanno allora oggi i 5stelle a dire che rispettano la carta costituzionale? Credo che a questo punto – conclude Marotta – sia necessario affidare una delega al Governo per il riordino dei collegi”.
