D’Alessio è il momento dell’Assemblea Nazionale di Azione. E Carlo Calenda ha scelto la Campania e Napoli per la sua celebrazione. Un semplice caso ?
“Non è un caso. C’è una sfida su Napoli e sulla Campania. C’è tanto reddito di cittadinanza e tanta abitudine ad immaginare richieste di assistenzialismo senza prospettive. Azione e tutto il terzo polo punta su un’impostazione decisamente meno assistenzialistica della gestione delle risorse.
È necessario puntare sul lavoro e sullo sviluppo…
In particolare con riferimento alle fasce giovanili non è concepibile offrire ai ragazzi sussidi senza obiettivi di crescita e di occupazione. Bisogna accompagnarli verso l’inserimento nel mondo del lavoro. Le risorse pubbliche vanno orientate in quella direzione. La Campania, peraltro, è una regione simbolo del sud. Celebrare l’assemblea a Napoli significa dare un segnale: nell’agenda del partito il sud è una priorità.”
Con la composizione delle commissioni, entra nel vivo l’attività del Parlamento che, negli ultimi 4 anni e mezzo, è stato messo in disparte, spesso e volentieri, con le tantissime fiducie apposte dai Governo che si sono succeduti. Cambierà qualcosa ?
“C’è una maggioranza politica definita, figlia delle decisioni dell’elettorato. La destra ha la possibilità di fare le sue scelte. Importante sarà però anche il ruolo delle opposizioni che nelle commissioni potranno produrre emendamenti, fare proposte, svolgere un ruolo di controllo e di proposizione.
Il buon senso impone ad esse di avere un atteggiamento fermo e coerente ma, al tempo stesso, intelligente e costruttivo; il Paese ha bisogno di idee e di soluzioni per venir fuori da una condizione preoccupante.”
