“Avevo deciso di non intervenire nel dibattito, che non esito a definire offensivo e pretestuoso, che taluni disinformati hanno generato sul progetto del Porto di Pastena, coinvolgendo ahimè, con informazioni false e fuorvianti, una parte dei residenti del quartiere“.
E’ l’inizio del lungo post che ha pubblicato sul proprio profilo Facebook, l’ingegnere Antonio Ilardi, presidente del consiglio di amministrazione della società Polo Nautico.
“In queste settimane, tuttavia, pur non seguendo direttamente le attività tecniche, che erano e restano delegate a mio fratello Angelo, ho letto commenti in cui il mio nome, e quello della mia famiglia, è associato a epiteti quali “criminali”, “camorristi”, “speculatori”, “cementificatori”, “abusivisti”.
Tra tutti, quest’ultima definizione è la più tragicomica, atteso che nessun lavoro è stato intrapreso e nessun abuso avrebbe potuto, neanche teoricamente, essere compiuto.
Al contrario, proprio 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐯𝐚 𝐞𝐩𝐢𝐭𝐞𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐨 𝐚𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀ 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐚𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨𝐥𝐨 e lì hanno costruito volumi abusivi, hanno abusivamente trasformato depositi interrati in abitazioni, hanno realizzato accessi abusivi all’area demaniale.
Sarebbe bastato poco per comprendere che alcune urla celavano il tentativo di mantenere privilegi illeciti di pochi e di nascondere abusi insanabili di altri.
