ANTONIO VISCONTI (FICEI): “SPREAD ENERGETICO A DANNO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE”

«Di fronte all’inarrestabile escalation dei costi energetici, che secondo le ultime rilevazioni di Confcommercio costringe il terziario a sostenere bollette medie da 2.000 euro al mese, ribadiamo la nostra proposta di vedere nei distretti energetici la soluzione strutturale per la salvaguardia del sistema produttivo nazionale».

A dirlo è Antonio Visconti, presidente FICEI (Federazione Italiana Consorzi Enti Industrializzazione) e numero uno dell’Asi di Salerno.

«L’attuale scenario vede le imprese italiane penalizzate da un prezzo medio dell’energia di 111 €/MWh, contro i 76 €/MWh della Spagna: uno “spread energetico” di 35 euro che mina la competitività del Made in Italy – spiega Visconti –. La strategia dei distretti energetici punta a trasformare i consorzi in veri e propri hub di aggregazione della domanda e della produzione, sfruttando il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili Industriali».

Secondo le proiezioni dell’Ufficio Studi della Federazione, «la gestione aggregata dei consumi all’interno di un distretto (pari a circa 100 GWh/anno) consente di ridurre la spesa energetica complessiva tra il 30% e il 35%. Questo si traduce in un risparmio diretto stimato in 4 milioni di euro per ogni polo industriale, grazie all’abbattimento degli oneri di sistema — che oggi pesano per il 20% della fattura — e a una minore dipendenza dalle fluttuazioni del mercato del gas».

«Per sostenere questa transizione, ribadiamo la necessità di potenziare le risorse destinate alla “Transizione 5.0”, stimando un fabbisogno di 6,5 miliardi di euro per rendere i distretti energeticamente autonomi. Solo attraverso la scala distrettuale è possibile creare uno “scudo” contro il caro-energia, garantendo – conclude Visconti – stabilità dei prezzi e sostenibilità nel lungo periodo per le migliaia di PMI che costituiscono l’ossatura economica del Paese».