APPROVATO DAL SENATO IL DECRETO CAIVANO: ECCO LE PRINCIPALI NORME

Il testo del decreto recante “misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale”, il cosiddetto decreto Caivano, appena licenziato in prima lettura dal Senato, con la fiducia posta dal governo, si compone di 16 articoli. Tra le misure principali, un emendamento del governo in materia di vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione, con sanzioni più rilevanti a carico dei genitori che non curano l’obbligo scolastico dei figli. Emendamento bipartisan è quello che contiene disposizioni per la verifica della maggiore età per l’accesso ai siti pornografici. Approvati poi ulteriori emendamenti per il rafforzamento della cybersicurezza, nonché la misura che introduce l’istituzione dell’osservatorio sulle periferie e ulteriori disposizioni per il rafforzamento della capacità amministrativa del comune di Caivano. Sul fronte securitario con l’articolo 4 si inaspriscono le pene per i reati di porto abusivo di armi e strumenti atti a offendere, per i quali non è ammessa licenza e con l’articolo 6 si modifica la disciplina del processo penale minorile in materia di misure cautelari e precautelari. Con l’articolo 8 viene introdotto il percorso di rieducazione del minore. La nuova disposizione prevede che nel caso di reati puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a cinque anni o con la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, il pubblico ministero possa disporre e notificare al minore istanza di definizione anticipata del procedimento. L’articolo 9, poi, modifica il decreto legislativo n. 121 del 2018, disciplinando l’esecuzione delle pene nei confronti dei minorenni e stabilendo che il detenuto ultraventenne internato in un istituto penale minorile per reati commessi da minorenne possa essere trasferito in un istituto carcerario per adulti, qualora si renda responsabile di comportamenti che provocano turbamento dell’ordine e della sicurezza nell’istituto minorile ovvero usi violenze o minacce o ancora generi uno stato di soggezione negli altri detenuti. La norma si applica anche al detenuto maggiore diciotto anni che adotti analoghi comportamenti.