Continuiamo a leggere montagne di fango su Eboli e sugli ebolitani da parte della famiglia Cardiello, sia con note del padre, Senatore della Repubblica, sia da parte del figlio, consigliere comunale di minoranza al Comune di Eboli. Una continuità che diventa sospetta, perché quasi mai assistiamo ad atti e fatti concreti, ma solo ad accuse generiche, sospetti, veleni, livori e rancori.
Anche nell’ultimo caso, quando le istituzioni nazionali fanno sapere ai Cardiello che non c’è alcuna
novità in un’indagine come tantissime altre aperte in Italia in
occasione di elezioni, soprattutto comunali, il tutto non viene
riportato secondo la realtà, ma strumentalizzato per “ripercorrere”
fatti, con il chiaro obiettivo di paventare responsabilità che sono solo
nella mente livorosa della famiglia Cardiello. Allora ci viene un
sospetto: vuoi vedere che questi atti servano alla famiglia per tentare
di gettare fango in maniera definitiva sulla città, facendola passare
per un’accolita di camorristi e faccendieri, interessati a sistemare
qualche fratello dietro ad una scrivania di strutture pubbliche o
private accreditate, oppure per garantirsi stipendi e privilegi per i
prossimi anni? Vuoi vedere che le continue accuse, tutte
sistematicamente rese pubbliche, servano solo ad aumentare un presunto
dossier sul quale poi infangare ulteriormente Eboli e gli ebolitani,
facendo passare questa città per un covo di malavitosi? Vuoi vedere che
qualcuno sta pensando che, grazie a conoscenze e contatti, si riesca a
trasformare Eboli, città della cultura ormai riconosciuta in ogni parte
d’Italia, come la patria della criminalità organizzata? Sarebbe più
onesto riconoscere lo sforzo che questa amministrazione sta operando
lungo la strada della legalità, a dispetto di quanto accaduto negli anni
passati, quando tutti tacevano ed erano conniventi. Sarebbe più
decoroso, anche per la famiglia Cardiello, vedere come e quanto
riferimenti nazionali della legalità come il Prefetto Pansa ed il
sottosegretario Cesaro abbiano apprezzato le azioni a tutela dei diritti
e della legalità portate avanti dal Comune di Eboli. Sarebbe più onesto,
per chi rincorre pervicacemente l’obiettivo di infangare gli ebolitani,
magari solo perché mai li hanno voluti alla guida della città,
fortunatamente, guardare con soddisfazione che la propria città
finalmente è diventata la città di Art House, dove beni confiscati alla
criminalità organizzata diventano riferimento di cultura e di legalità.
Non faremo passare il tentativo di chi punta a distruggere Eboli, magari
per qualche interesse politico di parte. La fiducia dei cittadini si
conquista giorno dopo giorno con i fatti e con le iniziative, ogni altra
strada porta nell’oblio e nel dimenticatoio, specie per chi sogna di
coinvolgere organismi nazionali per tentare di aprire un varco politico
a fronte della continua bocciatura degli elettori.
– MASSIMO CARIELLO –
