Oggi vi raccontiamo la seconda parte della storia della Grande Banca all’interno di un piccolo Comune che, ora, ha lasciato sul campo debiti, sofferenze ed un tessuto economico che, con ogni probabilità, risentirà degli errori commessi dalla dirigenza di quell’istituto di credito che era, guarda un po’, governato neppure tanto a distanza dal mondo della politica.
Eh già, perchè in occasione di alcuni appuntamenti elettorali i rubinetti di quella che era una Grande Banca si aprivano e riempivano i secchi dei portatori di acqua di quel politico che, proprio sulla gestione dell’istituto di credito, ha fondato le sue fortune prima sul territorio e poi poco lontano. Contributi, assunzioni, piaceri a tempo determinato (cioè in prossimità delle scadenze elettorali) hanno fatto, in pochi anni, la fortuna di quel politico che, adesso, come tanti altri a lui vicino, è costretto a leccarsi le ferite. E pensare che l’indagine della Banca d’Italia è appena agli inizi: chissà quanti altri saranno chiamati a rispondere di scelte e di decisioni adottate in base ad un criterio politico piu’ che finanziario.
