“Siamo davanti a un vero e proprio scontro frontale tra lo Stato e il suo tessuto produttivo. I dati emersi sul piano strategico dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione delineano uno scenario inquietante: un blitz da 100-120 mila pignoramenti sui conti correnti entro la fine dell’anno. Una campagna d’urto che, peraltro, colpisce in modo chirurgico e sproporzionato il nostro territorio, visto che la Campania – insieme a Lombardia e Lazio – si trova tragicamente in cima alla lista delle regioni più bersagliate.
Lo scrive, in una nota, Lucia Vuolo, già europarlamentare della Lega.
Non possiamo accettare che la caccia ai cosiddetti ‘grandi debitori’ si trasformi in un massacro indiscriminato di imprese e professionisti che si trovano in oggettive condizioni di crisi. Quello che contestiamo è il meccanismo stesso di questi pignoramenti lampo: un iter che, scavalcando completamente il filtro preventivo di un giudice, permette il congelamento istantaneo della liquidità aziendale. Da un giorno all’altro, un imprenditore si ritrova con le mani legate, impossibilitato a pagare i fornitori o a versare gli stipendi ai propri dipendenti.
Oltre al danno, la beffa della burocrazia. Le norme attuali, aggravate dal decreto ministeriale di fine 2024, introducono una vera e propria trappola: sopra la soglia critica dei 120.000 euro, ottenere una rateizzazione diventa un percorso a ostacoli quasi impraticabile, richiedendo verifiche e documentazioni stringenti proprio a chi, essendo in crisi, avrebbe bisogno di percorsi più snelli e immediati.
Chiediamo un freno immediato a questa deriva. Curare il debito fiscale uccidendo il debitore è un suicidio economico. Lo Stato deve tornare a essere un partner comprensivo, non un soggetto che azzera la continuità aziendale con un click bancario. È una battaglia di civiltà giuridica ed economica a difesa di chi lavora onestamente.
