VERSO IL CONGRESSO DEL PD, BENEDETTO GERBASIO CON MATTEO RENZI: DAL LINGOTTO A BUCCINO ?

“Il partito degli eredi e non il partito dei reduci”. Così, Benedetto Gerbasio, 27 anni, originario di Buccino, Salerno, da anni nello staff comunicazione nazionale, da via al suo weekend torinese, il Lingotto ‘17, la convention che apre la campagna congressuale di Matteo Renzi. Lui, nel pieno della Generazione Lingotto, filo conduttore della Generazione Leopolda, quella che da anni combatte a gomiti alti per imporre una nuova idea di politica, di visioni, di partito, oggi ha una consapevolezza in più: essere parte attiva di una comunità in cammino, quella del Partito Democratico.

 

“Un io che diventa Noi. Fatto di nomi, di donne e uomini, di idee e sorrisi, dove ognuno questa volta ha il proprio compito, le proprie responsabilità. Senza l’io, però, non esiste un noi. La forza di Matteo è nella capacità di coinvolgere un popolo pieno di vita ed entusiasmo, pronto a spendere le sue energie al servizio dell’Italia”. Nella foto gioiosa che domenica mattina ha girato la stampa nazionale cosa vi siete detti? “Poche cose, più che altro era un saluto, una mano sulla spalla ed un invito a non mollare, non in questo momento. Possiamo perdere delle battaglie, ma non possiamo perderci. C’è una classe dirigente in Italia, che passa le sue giornate a parlare di Tiziano Renzi, di Agnese Renzi, dei difetti di Renzi e che poi non si presenta in parlamento a discutere il testamento biologico. L’idea di lasciare questo paese nelle mani di Di Maio e Di Battista, mette i brividi.” Da vaccini a scienza, da scuola a futuro, da lavoro a capitale umano, i punti discussi nella tre giorni torinese sono stati ampi, con riferimenti e sguardi a politiche europee. Un Renzi più leader che segretario, più attento ad una dinamica nazionale che “locale”. Questo vizio non lo perde mai. “Il segretario è anche leader, ed un leader non può parlare solamente del suo interno, tema che spesse volte annoia. Al paese reale interessa risolvere i problemi, capire dove collocare il futuro dei propri figli”. Dopo il 30 aprile, dopo le primarie, ci saranno le comunali, allora si candida? “Ci si candida quando si presentano le liste, non prima. Vorrei un Paese che metta al centro idee e nuove motivazioni, che parli di qualcosa e non contro qualcuno. Buccino negli anni è stata ben amministrata, ma oggi, ha bisogno di volare. Vedremo come si evolveranno le cose.