In vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, le ACLI provinciali di Salerno rivolgono un invito a tutti i cittadini: partecipiamo al voto. Si tratta di un appuntamento rilevante che tocca aspetti significativi del sistema giudiziario e, più in generale, della vita democratica del Paese.Partecipare al referendum significa contribuire alle decisioni collettive. Per questo l’invito dell’associazione è a informarsi con attenzione sui contenuti dei quesiti e ad esprimere una scelta libera, consapevole e responsabile.
Allo stesso tempo, le ACLI provinciali hanno maturato una posizione chiara. A seguito di un percorso di confronto interno e approfondimento, l’associazione si orienta per il NO. Secondo le ACLI, infatti, le proposte referendarie non appaiono in grado di affrontare in modo efficace le criticità del sistema giustizia e rischiano di incidere su equilibri delicati.
Nel merito, viene inoltre sottolineato come la separazione delle carriere sia già prevista dall’ordinamento vigente (legge Cartabia n. 71 del 17 giugno 2022) e come i passaggi di funzione tra magistratura giudicante e requirente risultino statisticamente marginali, oltre ad essere regolati in modo particolarmente restrittivo: consentiti una sola volta nella vita professionale, entro i primi dieci anni e con obbligo di cambio di regione.
«Invitiamo tutti a partecipare – dichiara il Presidente provinciale delle ACLI – perché la democrazia ha bisogno del contributo di ciascuno. La nostra posizione è un NO maturato attraverso il confronto e l’approfondimento: riteniamo che queste modifiche non migliorino il sistema e possano mettere in discussione principi importanti. Una revisione di ben quattro articoli della Costituzione avrebbe quanto meno dovuto prevedere un coinvolgimento ampio e condiviso di tutte le forze politiche, trattandosi di un intervento che incide su equilibri fondamentali dell’ordinamento democratico. ».
Le ACLI ribadiscono, infine, il valore del dialogo e del rispetto reciproco tra opinioni diverse, ricordando come il referendum rappresenti una occasione anche per misurare lo stato di salute della nostra democrazia partecipata.
L’invito sino alla fine è dunque quello di informarsi, confrontarsi e, soprattutto, votare.
