“Siamo davanti a una scelta scellerata e profondamente ingiusta. Il sindaco Vincenzo De Luca ha deciso di fare cassa sulla pelle dei salernitani, negando lo stralcio delle cartelle e riconsegnando, di fatto, migliaia di famiglie e piccoli commercianti nelle mani di agenzie di riscossione esterne che già in passato hanno devastato la nostra economia locale con metodi aggressivi”.
L’Onorevole Vuolo interviene con durezza dopo il dietrofront dell’amministrazione comunale di Salerno sulla rottamazione quinquies.
Il provvedimento di alleggerimento fiscale era già stato approvato e instradato dal Commissario Prefettizio, che aveva riconosciuto la necessità di dare un aiuto concreto a una cittadinanza stremata dalla crisi.
“Il ritorno di De Luca a Palazzo di Città si apre con il peggiore dei segnali – incalza Vuolo –. Parlare di ‘disagio economico’ e di ‘respiro alle famiglie’ nelle dichiarazioni pubbliche, per poi sbarrare la strada all’unico strumento reale di tregua fiscale, è un atto di pura ipocrisia. La verità è che questa amministrazione preferisce rimpinguare le casse comunali anziché tendere la mano a chi è in difficoltà”.
Il vero dramma, secondo l’Onorevole, è il ritorno al passato sul fronte del recupero crediti: “I salernitani ricordano fin troppo bene i pignoramenti lampo, le scadenze capestro e le strategie vessatorie utilizzate dalle agenzie esterne a cui il Comune ha affidato l’esazione in questi anni. Bloccare la rottamazione significa riattivare quella macchina da guerra fiscale contro commercianti, artigiani e famiglie che vorrebbero mettersi in regola, ma che senza la cancellazione di sanzioni e interessi, e senza un piano rateale sostenibile semplicemente non possono farlo”.
“Chiediamo un’immediata inversione di rotta in Consiglio Comunale. La solidarietà non si fa a parole nei mercati rionali o davanti alle telecamere, si fa votando atti che diano tregua ai contribuenti. De Luca fermi questa deriva punitiva e ripristini la rottamazione approvata dal Commissario: Salerno non può essere il bancomat dei suoi errori di gestione”, conclude l’Onorevole Vuolo.
