SALERNO. LUCIA VUOLO (LEGA): “TENSIONI POLITICHE, SI RISCHIA CLIMA DI ODIO. SALONE DEI MARMI APERTO A RICORDO FALVELLA”

«I gravi episodi di violenza registrati la scorsa notte a Salerno, con lo scontro stradale tra giovani di opposte fazioni politiche durante l’affissione di alcuni manifesti, sono il campanello d’allarme di un clima che rischia di farsi tossico. Di fronte a queste tensioni, sento il dovere di rivolgere un appello accorato alla responsabilità e alla civiltà: i toni devono rimanere nel recinto del confronto democratico. La politica non può e non deve mai tornare a essere violenza fisica». Lo dichiara in una nota l’Onorevole Vuolo, intervenendo sia sui fatti di cronaca delle ultime ore, sia sulla contestata presentazione del libro “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella”, prevista per il 7 luglio al Salone dei Marmi.

«Questo ennesimo picco di tensione dimostra quanto sia pericoloso soffiare sul fuoco del rancore. È per questo che trovo deprimente e irresponsabile l’atteggiamento di Franco Massimo La Nocita, capo dell’opposizione di sinistra, che ha scelto di farsi megafono di una protesta sterile volta a censurare il ricordo di un ragazzo di ventidue anni ucciso negli anni ’70. La Nocita e le sigle che lo seguono stanno offrendo una sponda ideologica che rischia solo di esacerbare gli animi dei più giovani, anziché pacificarli.

Il mio è un discorso che va al di là di ogni sigla o militanza odierna: non c’è spazio per le apologie o per i nostalgismi esasperati che rischiano di diventare inneggianti, da una parte come dall’altra. C’è spazio, invece, per la pietà umana e per il rispetto. Un ragazzo salernitano morto per aver voluto dichiarare democraticamente il proprio pensiero politico ha il diritto sacrosanto di essere ricordato nella casa di tutti i cittadini, che non è proprietà privata di una fazione.

Per me, difendere questo momento di memoria è anche un atto di profondo rispetto per la storia e per l’amicizia fraterna che mi lega a Marco Falvella e al ricordo indelebile di suo fratello Pippo, colonna storica della destra salernitana scomparso anzitempo. A La Nocita dico di fermarsi: la democrazia matura si misura sulla capacità di includere e di dialogare, non sui veti. L’8 luglio Salerno dimostri di essere una città civile, dove la memoria unisce nel rifiuto dell’odio e dove la libertà di espressione viene garantita a tutti, anche alla Destra. ».