SBARCHI DI MIGRANTI. SAVASTANO: “SALERNO NON PUO’ ESSERE LASCIATA DA SOLA”

“Le navi di migranti sbarcate nel porto di Salerno hanno portato nella nostra città più di 4000 persone, tra donne, uomini e bambini, colpiti nei loro Paesi di origine da povertà, conflitti bellici e persecuzioni politiche e in cerca disperata di una vita migliore.
Siamo chiamati dalla nostra coscienza di uomini prima ancora che dai nostri doveri istituzionali a dare aiuto a chi mettendo a rischio la propria vita è alla ricerca disperata di un’esistenza degna di essere vissuta.” E’ quanto dichiara l’assessore comunale di Salerno alle Politiche Sociali Nino Savastano. 

 


Le autorità civili e militari, la rete dei servizi sociali del Comune di Salerno e le centinaia di donne e uomini del volontariato e del terzo settore impegnati nella imponente opera di assistenza e di soccorso organizzata in queste settimane stanno dando prova di solidarietà, umanità, efficienza organizzativa e professionalità , e stanno facendo tutto quanto possibile per offrire a uomini , donne e bambini approdati nel nostro territorio un’accoglienza degna di una Nazione civile e moderna.
Al tempo stesso non possiamo nascondere alla nostra comunità ed all’intero Paese che il nostro Comune non può essere lasciato solo ad affrontare i costi dei servizi di accoglienza delle persone che sbarcano in Città ed ha sempre più maggiori difficoltà a reperire spazi fisici da mettere a disposizione .
Non ci tiriamo indietro, ma questo è un problema enorme che chiama tutto il Paese ad una comune consapevolezza e ad un comune sforzo. Occorre che il Governo si faccia urgentemente carico della situazione di emergenza eccezionale venutasi a determinare e sostenga i costi delle attività di assistenza ed accoglienza dei minori che ora sono totalmente a carico del Comune di Salerno 
Al tempo stesso non posso tacere il mio disappunto di fronte al cinismo ed alla visione corta dell’Unione Europea che sembra non volersi fare carico di un problema che per dimensioni e per implicazioni di carattere sociale ed umanitario non può certo riguardare solo il nostro Paese.