Ogni volta che entro in quest’Aula ricordo a me stesso che quel seggio non appartiene a me. Appartiene ai tanti cittadini che hanno voluto che fossi io a rappresentarli.
Per questo, le esultanze da stadio del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e della sinistra per aver bloccato la reintroduzione delle preferenze, con la complicità dei franchi tiratori e mediante voto segreto, sono state una brutta immagine. Non è stata una vittoria contro la maggioranza, ma contro quei tanti cittadini che chiedono di poter scegliere chi mandare in Parlamento a rappresentarli.
Lo scrive il deputato della Lega Gianpiero Zinzi, Coordinatore Regionale in Campania del partito di Matteo Salvini.
Ieri abbiamo perso un’occasione importante, ma quella delle preferenze resta una battaglia in cui continuerò a credere e che spero recuperemo comunque con il voto in Senato.
Perché la mia politica è cresciuta proprio così: tra le persone, con un impegno quotidiano per la mia terra e non nelle segreterie dei partiti.
È lo stesso metodo con cui porto avanti ogni giorno i progetti del nostro territorio: dall’aeroporto di Grazzanise al rilancio dell’intero sistema aeroportuale campano, dal casello aperto e funzionante della A30 Maddaloni-Interporto al finanziamento del raddoppio della SS700, fino ai tanti interventi per lo sviluppo, il lavoro, la scuola e i servizi delle nostre comunità.
La Lega ha sempre avuto nel proprio DNA il rapporto diretto con il territorio e con gli elettori. Le preferenze non servono ai partiti, ma ai cittadini. Perché rafforzano quel legame di fiducia tra chi rappresenta e chi è rappresentato e rendono la politica più vicina alle persone.
Continuerò a battermi per questo principio, dentro e fuori quest’Aula. Perché credo che una democrazia sia più forte quando sono i cittadini, con il loro voto, a scegliere chi li rappresenta.

