Vorremmo tranquillizzare Carlo Calenda: nessuno inseguirà Vannacci, che non è certo un punto di riferimento per la maggioranza, anzi. Quanto all’europeismo del Centrodestra, non è in discussione, è stato sempre confermato, oltre che dai voti in Parlamento, dall’azione politica del governo e, da ultimo, dall’accordo strategico firmato con la Germania. Sarebbe un errore confondere la volontà di riformare l’Europa per renderla più competitiva sullo scenario geopolitico, con l’antieuropeismo. Il centrodestra da più di trent’anni è una coalizione compatta fondata su un patto di programma rispettato dalle quattro forze che lo compongono e qualsiasi confronto politico deve partire dal progetto, non da sgradevoli veti sulle personalità politiche della coalizione. Peraltro nel centrodestra l’area moderata, popolare e liberale è ben rappresentata ed in costante crescita, mentre nel cosiddetto campo largo non ve n’è quasi traccia. In un sistema bipolare è necessario fare una scelta di campo, altrimenti si naviga nel mare dell’ambiguità”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
