SAN VALENTINO TORIO. IL PUC E LA SPERIMENTAZIONE URBANISTICA: QUELLO CHE NON SI ERA MAI FATTO PRIMA

Nel Comune di San Valentino Torio (Sa), Sindaco Michele Strianese, media entità territoriale dell’area submetropolitana di Salerno, caratterizzata da una certa vivacità economica ed efficace protagonismo amministrativo, si sta portando avanti una sperimentazione di estrema originalità nel rinnovamento della propria regolamentazione urbanistica. Nel corso della seconda parte del 2025, l’Amministrazione comunale ha adottato due successive varianti coordinate al proprio strumento di pianificazione del territorio: una prima, di semplificazione normativa e, una seconda, di efficientamento urbanistico. Si è così prodotta una innovazione del vigente Piano Urbanistico Comunale approvato definitivamente nel 2020, come di scuola, giusto a cinque anni di distanza.
Lo scrive il professore Gerundo, incaricato di redigere il Puc del Comune di San Valentino Torio. 

La sperimentazione ha una certa originalità, in quanto affronta una problematica alquanto diffusa e che sto affrontando in altri comuni di piccole e medie dimensioni in modo analogo, salvo le necessarie diversificazioni di dettaglio. Ma l’approccio è lo stesso in quanto deriva da una comune condizione consistente nell’avere piani urbanistici caratterizzati da una struttura programmatica derivante da fattori socio-economici che, a partire dal 2007, sono mutati profondamente. Nonostante ciò, si è infatti continuato ad impostare l’azione programmatica non percependo la modifica di scenario sociale che nel frattempo si è andata evolvendo proiettandosi in una condizione di perdurante stagnazione economica (mancata crescita del PIL, perdita di potere di acquisto dei salari delle famiglie, progressiva desertificazione demografica, crescente emigrazioni della componenete giovanile della popolazione). I piani urbanistici redatti hanno continuato a traguardare una condizione di crescita economica che non c’era più. Essi sono stati impostati, come è stato dagli anni ’70 in poi, con l’obiettivo di frenare e disincentivare gli investimenti sul territorio, a partire da quelli medi e piccoli, impegnandosi a regolamentare le grandi trasformazioni urbanistiche, nella ipotesi di estrarre quote significative di rendita fondiaria da destinare alla cosiddetta “città pubblica”. Ma la condizione di criticità socio-economica evidenziata ha determinato una calo, se non l’azzeramento (almeno nei piccoli e medi comuni in territori non metropolitani e non costieri), dell’urbanistica cosiddetta “estrattiva” ma compensativa, basata su forti investimenti immobiliari. Ecco perchè ci si è orientati su forme di down-sizing degli interventi urbanistici che, per essere sostenuti, necessitano di semplificazione ed efficientamento degli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti, attarverso apposite varianti, come è accaduto nell’esperienza maturata nel Comune di San Valentino Torio, ma che ho in corso in altri comuni, generalmente al di sotto dei 40.000 abitanti.