L’ordinanza del Consiglio di Stato italiano che rimette alla Corte di giustizia dell’Unione europea questioni rilevanti sull’affidamento dei servizi legali da parte delle pubbliche amministrazioni apre un tema serio, che non può essere ridotto a una disputa tecnica o corporativa. Nessuno mette in discussione l’importanza della trasparenza, della concorrenza e del buon uso delle risorse pubbliche.
Lo scrive, in una nota, l’europarlamentare del Gruppo ECR FDI Alberico Gambino.
Tuttavia, è necessario evitare che l’applicazione automatica di regole pensate per gliappalti ordinari finisca per incidere su una funzione essenziale dello Stato: il dirittoalla difesa.Il rapporto tra amministrazione e avvocato presenta infatti caratteristiche peculiariche non possono essere assimilate a quelle di un normale contratto di fornitura diservizi.L’esercizio della difesa si fonda inevitabilmente su un rapporto fiduciario costruitonel tempo, sulla conoscenza approfondita delle questioni trattate, sulla continuità delrapporto professionale e sull’autonomia dell’avvocato.Proprio per questo, tale rapporto non si presta a essere ricondotto integralmente a unalogica meramente competitiva e burocratica come quella prevista per gli appaltipubblici ordinari.Questa specificità è riconosciuta anche dal diritto europeo.La Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici prevede infatti l’esclusione dispecifiche tipologie di servizi legali — in particolare quelli relativi allarappresentanza in giudizio e alla consulenza connessa al contenzioso — dal regimeordinario degli appalti pubblici, proprio in ragione della loro natura fiduciaria e dellaparticolare tutela connessa al diritto di difesa.È quindi legittimo interrogarsi su quale sia il corretto equilibrio tra principi delmercato interno e tutela effettiva dei diritti fondamentali, come sanciti dalla Carta deidiritti fondamentali dell’Unione europea.Il rischio, altrimenti, è quello di introdurre oneri eccessivi e procedure sproporzionate— come l’estensione di meccanismi amministrativi complessi anche agli incarichi didifesa — senza un reale beneficio in termini di trasparenza, ma con effetti concreti sutempi, costi ed efficacia dell’azione amministrativa e della tutela giurisdizionale.Per questo è importante che si affermi un principio di proporzionalitànell’applicazione delle norme europee, evitando fenomeni di iper-regolazione chefiniscono per penalizzare non solo i professionisti, ma soprattutto cittadini, imprese eamministrazioni.
