SALERNO. PER LA BARONE IL PRIMO CASO: LA SCELTA DEL M5S FA SALTARE IL BANCO

I primi mal di pancia c’erano stati già in occasione della presentazione ufficiale della candidatura di Elisabetta Barone a sindaco di Salerno quando numerosi sostenitori – tra cui almeno quattro consiglieri comunali in carica – non avevano digerito la presenza dei tre parlamentari del M5S che avevano voluto mettere il cappello sul nome della Preside della Alfano I. Dopo un lavoro durato mesi, dopo aver fatto i conti con rinunce e continui cambi di programma, i quattro consiglieri comunali in carica si sono visti scavalcati dall’arrivo della delegazione del M5S, la quale non aveva neppure rispettato i patti sulla presenza di una lista civica, senza il simbolo di partito. La questione nasce proprio da questo: solo civiche, nessun simbolo di partito nella vasta coalizione della Barone che, ora, deve gestire una situazione alquanto complicata con i consiglieri comunali di Azione (D’Alessio, Naddeo e Gallo) pronti a lasciare il progetto elettorale nato dopo una lunga gestazione.