C’è un primato a cui i salernitani farebbero volentieri a meno: la città ha la maglia nera assoluta per la pressione fiscale locale, piazzandosi al vertice della classifica nazionale per le addizionali Irpef più care del Paese.
A certificarlo in modo inequivocabile- come riporta il quotidiano “La Città” oggi in edicola – è l’ultimo studio realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil.
Il dossier del sindacato scatta una fotografia chiarissima e desolante: in Italia le addizionali regionali e comunali si sono trasformate in una vera e propria lotteria territoriale, che va a danno soprattutto dei cittadini più fragili. E in questa lotteria, i salernitani hanno pescato di gran lunga il biglietto peggiore.
I numeri elaborati dal sindacato, basati sui dati del Dipartimento delle Finanze, parlano chiaro: analizzando la fascia di reddito di 40mila euro, l’ordine delle città più care vede Salerno balzare tristemente al primo posto assoluto tra tutti i capoluoghi di provincia italiani: un cittadino salernitano versa ben 1.468 euro all’anno di sole addizionali.

