MARTA SCHIFONE (FDI): “IN CAMPANIA ESISTE LA MAPPA DELLA VERGOGNA DEL PARTITO DEMOCRATICO”

Tre comuni vesuviani: Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Ercolano. Distanti tra loro pochi chilometri, insieme contano più di 150.000 abitanti. Sei settimane. Un solo filo conduttore: amministrazioni di centrosinistra guidate dal Partito Democratico. Il segretario nazionale del Partito Democratico mantiene su questa vicenda — e sulle ombre emerse — un silenzio assordante ed inquietante. A Torre Annunziata e Castellammare lo Stato ha dovuto sciogliere le amministrazioni per infiltrazioni camorristiche. A Ercolano, come ricostruito da diversi organi di stampa, il segretario cittadino del Pd avrebbe festeggiato la vittoria elettorale in un video insieme a un uomo descritto come pregiudicato, già latitante e condannato in via definitiva per reati legati al narcotraffico, ai vertici di una delle famiglie più potenti della camorra vesuviana. Non sembrano casi isolati. Sembra un metodo. Un sistema. E su questo metodo si allunga oggi una macchia enorme e infame: quella di una connivenza, sistematica e ripetuta, tra pezzi dell’organizzazione locale del Pd e ambienti legati ai clan del territorio. In queste città, dove le amministrazioni di centrosinistra a guida Pd hanno incassato percentuali bulgare, anche nelle ultimissime competizioni elettorali amministrative, rivendicandole, il sospetto — a quanto si apprende dalle cronache di queste ore — è quello di una gestione clientelare chiusa alla società civile e alla gente campana onesta e libera, e invece permeabile alla penetrazione delle cosche. Gli stessi rappresentanti del Pd che avevano rivendicato quei risultati monstre come una vittoria schiacciante, poche ore dopo la diffusione del video online, sono stati costretti a commissariare il proprio circolo — una contraddizione che si commenta da sola, e nella quale cade anche quel giornalismo (o presunto tale) militante — sempre pronto a puntare il dito sul partito di Giorgia Meloni e tutto il centrodestra — che aveva decantato quell’esito elettorale come un trionfo, e che al contrario resta ormai afono, alle prese con l’impossibile compito di spiegare come si concili un successo così netto alle urne con un partito costretto ad autocommissariarsi a ridosso di quello scandalo. Chi ha sbandierato quei numeri come un capolavoro farebbe oggi bene a rimangiarsi tutte le proprie dichiarazioni. Chiediamo con forza al segretario nazionale del Partito Democratico di rompere questo silenzio, perché la vicenda non è soltanto locale: è un tema squisitamente nazionale. Il campo largo ha scelto Napoli per il suo debutto pubblico — rivelatosi poi un flop, con la piazza semivuota — apposta per sottolineare il «modello Campania», perché in Campania comandano regione, comune capoluogo e gran parte dei comuni: un modello da esibire. Alla luce di quanto emerge, più che un modello da esibire, è un modello da azzerare, per la gravissima questione morale che si prefigura. Che si faccia luce. Intanto il Governo Meloni continua a colpire senza sconti la camorra, in Campania come in ogni altro angolo d’Italia. Resteremo dalla parte dei cittadini di questi territori, stanchi di ricominciare sempre daccapo”.

Lo scrive su Facebook il commissario provinciale di FdI a Napoli, il deputato Marta Schifone.